COMUNICATO STAMPA
27 FEBBRAIO 2013

Fine dell’emergenza umanitaria, in strada migliaia di immigrati
DA UNA CATTIVA GESTIONE AD UNA SEMPLICE BUONUSCITA

Con una circolare del Ministero dell’Interno datata 18 febbraio 2013 si è stabilita la fine dell’emergenza umanitaria a partire dal 28 febbraio. Dopo una proroga di 2 mesi per poter attuare “misure per favorire percorsi di uscita”, 13mila richiedenti asilo in fuga dalla Libia e dal Nord Africa, sbarcati a Lampedusa più di 1 anno fa, dovranno lasciare i centri di accoglienza. Programmi di rimpatrio volontari e assistiti che stabiliscono una somma di 500 euro da cui partire per costruirsi un futuro da soli, nei Paesi da cui sono fuggiti o nel nostro Paese impreparato ad accoglierli.

Nessuna proroga questa volta ma ulteriori fondi, pari a 2,5 milioni di euro, destinati al rimborso per gli enti locali per l'assistenza di minori stranieri non accompagnati. Viminale e Protezione civile abbandonano intere famiglie che da tempo attendono il riconoscimento dello status di rifugiato, organizzando la loro uscita dal sostegno e se possibile, anche dall’Italia. Sostegno che in molti casi è venuto a mancare, con centri di accoglienza per richiedenti asilo, o presunti tali, più concentrati sulla somma che l’emergenza avrebbe fruttato loro - un miliardo e 300 milioni di euro, 46 euro a persona per ogni giorno di ospitalità che salgono ad 80 per i minori – che a garantire servizi dovuti dalla legge e una reale assistenza.

In molti si domandano cosa succederà il 28 febbraio, prefetture comprese. Non è difficile immaginarlo: in questi ultimi mesi anche la stampa estera ha dedicato un articolo al Salaam Palace di Roma dove alcuni rifugiati sono stati costretti a vivere in condizioni di degrado; abbiamo assistito alle rivolte (l’ultima al CIE di Ponte Galeria di Roma), fino al gesto estremo avvenuto all’aeroporto di Fiumicino dove un richiedente asilo, vittima del cosiddetto Regolamento di Dublino, si è dato fuoco.

Il presidente di PRIME Italia, Guglielmo Micucci, afferma: “Da anni la nostra Associazione documenta e denuncia la situazione dei richiedenti asilo e rifugiati negli insediamenti spontanei, negli edifici abbandonati, sensibilizzando sulla loro emarginazione sociale. Ogni giorno ci impegniamo per dare una risposta adeguata ai loro bisogni di integrazione, soprattutto assicurando un adeguato sostegno all’inserimento lavorativo per garantire una vita dignitosa”.

Tutti siamo coinvolti in quello che sta per accadere e saremo complici del malessere di migliaia di persone senza futuro che incontreremo per strada.

PRIME Italia è un'associazione di volontariato nata nel 2009 con l'obiettivo di rispondere ai bisogni primari e di richiedenti asilo politico e rifugiati. Dal 1 maggio 2010 favorisce l’inserimento lavorativo di rifugiati attraverso: la gestione dello "Spazio per l’impiego” lo sviluppo di relazioni e contatti per opportunità professionali; il supporto alla mobilità; la conduzione di corsi di formazione; attività di informazione e sensibilizzazione. Dalla sua nascita ha raccolto 650 CV, contattato con successo 40 datori di lavoro, inviato CV a 250 imprese e inserito 40 rifugiati con regolare contratto. L'associazione sostiene inoltre la mobilità sul territorio di 10 rifugiati e in partenariato con ACI Roma, Centro Salesiano del Sacro cuore e Centro Astalli gestisce corsi di pre-scuola guida

Per maggiori informazioni: info@prime-italia.org

 

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